Zhuāngzǐ Capitolo 4: Rénjiān Shì (人间世) — Nel mondo umano

Sezione: Capitolo interno (内篇) | Titolo cinese: 人间世 (Rénjiān Shì)

Il quarto capitolo affronta la questione più pratica della filosofia taoista: come si sopravvive e si preserva la propria natura mentre si opera all'interno delle pericolose strutture della società umana? Là dove il Capitolo 1 si innalzava verso la libertà cosmica e il Capitolo 2 dissolveva tutte le distinzioni, questo capitolo affronta la realtà concreta del fatto che viviamo tra altre persone, molte delle quali potenti e irrazionali.

Il capitolo si apre con Yán Huí (颜回), il discepolo prediletto di Confucio, che annuncia il suo progetto di recarsi nello stato di Wèi per riformarne il sovrano tirannico. Confucio lo avverte che il sovrano è pericoloso e che le buone intenzioni non bastano. Attraverso un dialogo esteso, Confucio insegna a Yán Huí la tecnica dello Xīnzhāi (心斋, digiuno della mente): smetti di ascoltare con le orecchie, poi smetti di ascoltare con la mente, e ascolta invece con il Qì (气). Le orecchie si fermano al suono; la mente si ferma al riconoscimento; ma il Qì è vuoto e attende tutte le cose. Solo il Dào si raccoglie nel vuoto. Questo passo offre l'istruzione meditativa più esplicita dello Zhuāngzǐ ed è da allora centrale nella pratica contemplativa taoista.

Diverse parabole sviluppano il tema dell'inutilità come sopravvivenza. L'albero gigante presso il santuario di Shè (社树) è così antico e vasto che migliaia di persone possono ripararsi sotto di esso. Un falegname lo liquida come legname senza valore — troppo contorto per qualsiasi costruzione. Quella notte, l'albero appare in sogno al falegname e chiede: mi giudichi secondo gli standard degli alberi utili? È proprio perché sono "inutile" che sono sopravvissuto così a lungo. Gli animali sacrificali con difetti — una coda mancante, un manto maculato, emorroidi — non possono essere offerti al Dio del Fiume e quindi vivono. Zhī Lí Shū (支离疏), un uomo così deforme che il mento è nascosto nell'ombelico, si guadagna facilmente da vivere e sfugge alla coscrizione e al lavoro forzato. La sua inutilità fisica garantisce la sua libertà.

Il folle Jiē Yú (接舆) canta a Confucio del pericolo di servire i sovrani in un'epoca di declino: non si può fare nulla con il passato e nulla riguardo al futuro. In tempi di buon governo, il saggio cerca un incarico; quando i tempi sono cattivi, la sopravvivenza stessa è il risultato.

Per l'artista marziale, questo capitolo offre il metodo di allenamento interno. Xīnzhāi è il precursore di Tīngjìn (听劲): percepire non attraverso i sensi ordinari ma attraverso una consapevolezza svuotata che risponde a ciò che arriva. Le parabole dell'inutilità insegnano a nascondere la capacità — non esibire inutilmente l'abilità marziale, non invitare lo scontro attraverso un'eccellenza visibile.

Passi chiave in cinese

无听之以耳而听之以心,无听之以心而听之以气。
Wú tīng zhī yǐ ěr ér tīng zhī yǐ xīn, wú tīng zhī yǐ xīn ér tīng zhī yǐ qì.
— Non ascoltare con le orecchie ma con la mente; non ascoltare con la mente ma con il Qì.
气也者,虚而待物者也。唯道集虚。虚者,心斋也。
Qì yě zhě, xū ér dài wù zhě yě. Wéi Dào jí xū. Xū zhě, xīnzhāi yě.
— Il Qì è vuoto e attende tutte le cose. Solo il Dào si raccoglie nel vuoto. Il vuoto è il digiuno della mente.
人皆知有用之用,而莫知无用之用也。
Rén jiē zhī yǒuyòng zhī yòng, ér mò zhī wúyòng zhī yòng yě.
— Tutti conoscono l'uso dell'utile, ma nessuno conosce l'uso dell'inutile.

Parabole ed episodi chiave

  • Confucio insegna a Yán Huí il digiuno della mente (心斋 Xīnzhāi) — l'istruzione meditativa più esplicita
  • L'albero gigante di Shè sopravvive perché è legname inutile — il dialogo onirico con il falegname
  • Lo spirito della quercia dice al falegname: gli alberi utili muoiono giovani; io ho resistito perché ero senza valore
  • Zhī Lí Shū, l'uomo deforme — la sua inutilità fisica garantisce la sua libertà e il suo sostentamento
  • Gli animali sacrificali con difetti sfuggono alla morte — code mancanti e manti maculati salvano vite
  • Il folle Jiē Yú canta a Confucio — nei tempi cattivi, la sopravvivenza stessa è il risultato
  • Shū il falegname giudica l'albero del santuario — poi riceve il rimprovero dell'albero in sogno

Termini chiave

  • Xīnzhāi (心斋) — Digiuno della mente, svuotare la coscienza per percepire attraverso il Qì
  • Wúyòng (无用) — Inutilità, la qualità che paradossalmente preserva la vita
  • Cáimù (材木) — Legname utile, la qualità che attira la distruzione
  • (虚) — Vuoto, lo stato in cui il Dào si raccoglie